SETTIMANA AUTENTICA

Carissimi,
con questa domenica – la domenica delle Palme – inizia la Settimana Santa! E, “addirittura…”, come dice l’Arcivescovo Mario, inizia davvero, inizia anche quest’anno, in questo 2020… sarà Pasqua vera, autentica anche in questo sentiero buio; anzi, forse lo sarà ancora di più, se davvero “Pasqua” dice passaggio, dice novità, dice nuova luce…

Ce le ricorderemo per sempre la Quaresima 2020, la Settimana Santa 2020, la Pasqua 2020!

Comprendiamo che è in gioco qualcosa di importante e di unico! Anticamente, con una espressione che a noi può sembrare non immediatamente comprensibile, questa settimana veniva chiamata “Settimana autentica”. Cioè la settimana vera, quella sulla quale è stata modellata ogni altra settimana dell’anno liturgico, quella che sta al centro dell’anno liturgico, quella importante, grande, fondamentale, unica!

E’ la Settimana il cui cuore è costituito dal triduo pasquale, che contiene il fuoco vero della nostra salvezza.

Ecco allora la domanda: come vivere “autenticamente” questa Settimana Santa?

Scriveva l’amato cardinal Carlo Maria Martini: «Ci sono due modi per vivere la Settimana Santa: viverla emotivamente come ricordo di fatti lontani, senza incarnarla nella propria vita, oppure viverla cristianamente, parteciparla, filtrando le nostre sofferenze, i nostri dolori, i nostri disagi attraverso la passione di Cristo, per trovare nella passione di Cristo il perché anche delle nostre personali passioni. La “sua” Settimana Santa può diventare così anche la “nostra”! Se vogliamo giungere a Pasqua non c’è altra strada che questa: accettare di condividere nella nostra vita l’esperienza stessa di Cristo sofferente. Diversamente la Settimana Santa diventa scandalo per la ragione o romantica evasione nel ricordo di avvenimenti passati senza alcuna incidenza per la nostra vita di oggi. Ci aiuti quindi il Signore a scegliere in modo giusto per viverla fino in fondo e cristianamente, questa Settimana Santa, fino alla sua e nostra Pasqua».

Lungo tutto questa settimana, la Chiesa rivivrà il mistero della Passione e della Risurrezione di Cristo come mistero di vittoria e di salvezza per l’uomo.

In questa domenica delle Palme contempliamo Gesù che entra deliberatamente e coraggiosamente nella città che sta tramando contro di lui.

Nel Giovedì Santo contempleremo Gesù nel cenacolo, che presenta il pane ed il vino come segno della sua decisione di dare la vita per noi.

Nel Venerdì Santo staremo con Maria e l’apostolo Giovanni sotto la croce, per sperimentare l’amore salvifico di Gesù fino all’ultima goccia di sangue.

Nel Sabato Santo ascolteremo il silenzio, contempleremo il sepolcro dove Gesù si è lasciato rinchiudere per sigillare il suo amore per noi oltre i limiti dell’esistenza umana.

Nella notte della grande veglia pasquale risentiremo il grido dell’ ”Alleluia”, grido che è già nascosto e implicito in tutti i canti di questa settimana perché nella vita, morte e risurrezione di Cristo ci è dato di vivere con lui in eterno.

Nella straordinarietà della Settimana Santa di quest’anno saremo guidati dal nostro Papa, dal nostro Arcivescovo.

Ci stringeremo a loro, a papa Francesco, all’Arcivescovo Mario; ci sentiremo in modo forte Chiesa, Chiesa universale, Chiesa diocesana, guidati dai nostri pastori.

Ascolteremo le loro parole, le loro preghiere, le loro meditazioni. Ci sentiremo in piena comunione con papa Francesco, con l’Arcivescovo Mario. Proprio per questo ho pensato di non “sovrapporre” nessuna parola, celebrazione, gesto, trasmissione al Papa e all’Arcivescovo… Anche ogni celebrazione che vivrò “a porte chiuse”, secondo le indicazioni, non sarà nello stesso orario dei momenti celebrativi che potremo seguire in tv… anche io, come sacerdote diocesano, mi fermerò per pregare i santi riti grazie alla tv, in piena comunione. Ritengo infatti che di fronte a papa Francesco o all’Arcivescovo Mario ci sia solo bisogno di un passo indietro, di silenzio, di ascolto… il volto e la parole del “proprio” prete passano in secondo piano…: siamo Chiesa, “una, santa, cattolica, apostolica”, siamo la Chiesa di Pietro, siamo la Chiesa di Ambrogio e Carlo, siamo “sulla stessa unica barca”, quella di Gesù e degli Apostoli, come ci ha ricordato venerdì scorso il Papa… non siamo tanti orticelli!!! Vi raggiungerò nel Triduo pasquale, a partire dal Giovedì Santo, con una immagine posta in fondo alla chiese e pubblicata sul sito parrocchiale, e poi a Pasqua con un augurio per tutti e per ciascuno!  

Ma c’è un desiderio, un auspicio, una raccomandazione, una implorazione che faccio anzitutto a me e poi rivolgo a ciascuno di voi: anche quest’anno, “addirittura” … viviamo con intensità questa Settimana Santa! Evitiamo di lasciarci travolgere dalla noia, dai social, dal chiasso, dalle chiacchiere per far spazio alla contemplazione che rivive con emozione, coinvolgimento e tensione gli ultimi giorni della vita terrena del Signore Gesù.

“Addirittura” … anche quest’anno, impegniamoci a vivere le celebrazioni della Settimana Santa non come spettatori di una sacra rappresentazione o di una serie di cerimonie…anche se saremo magari seduti sulla poltrona viviamole come protagonisti di un dramma d’amore, di un mistero di grazia che ci coinvolge direttamente, ci sollecita a “stare dentro” al “sì” dell’amore sconfinato di Gesù per me e per ogni uomo, anche il più lontano: “Mi ha amato e ha dato s

Il Signore vi benedica

                                                                                                        don Diego

Alcune precisazioni “pratiche” a partire dalle indicazioni del Vicario Generale, mons. Franco Agnesi

 

  1. La confessione pasquale.

Poiché si verificherà l’impossibilità di celebrare il Sacramento della Penitenza, per la ragionevole e responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, si ricordi quanto la Chiesa insegna: quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con il Signore e con la Chiesa (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, NN. 1451-1452). Pertanto, a misura della sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore. Non appena venga meno quell’impossibilità, si cerchi comunque un confessore per la confessione e l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il Sacramento non impedisce alla misericordia infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.

 

  1. La Domenica delle Palme.

Sarà celebrata secondo la forma “Messa del giorno” (senza processione). La benedizione e la distribuzione degli ulivi benedetti viene rimandata ad una celebrazione successiva, al termine dell’emergenza sanitaria, che assuma il tono del ringraziamento, richiamando l’evento della fine del diluvio annunciato da una colomba con nel becco un ramoscello d’ulivo.

 

  1. Trasmissioni celebrazioni Settimana Santa

Su Chiesa TV- canale 195- tutte le celebrazioni presiedute dall’Arcivescovo,

mons. Mario Delpini

  • Domenica 5 aprile ore 11.00 – Domenica delle Palme 
  • Giovedì 9 aprile ore 17.30 – S. Messa nella Cena del Signore 
  • Venerdì 10 aprile ore 15.00 – Celebrazione della Passione del Signore 
  • Sabato 11 aprile ore 21.00 – Veglia Pasquale 
  • Domenica 12 aprile ore 11.00 – Pasqua di Risurrezione

Su Sat 2000- canale 28- tutte le celebrazioni presiedute da Santo Padre Papa Francesco

  • Domenica 5 aprile ore 11.00 – Domenica delle Palme 
  • Giovedì 9 aprile ore 18.00 – S. Messa nella Cena del Signore 
  • Venerdì 10 aprile ore 18.00 – Celebrazione della Passione del Signore;

                              ore 21.00- Via Crucis

  • Sabato 11 aprile ore 21.00 – Veglia Pasquale
  • Domenica 12 aprile ore 11.00 – Pasqua di Risurrezione e Benedizione Urbi ed Orbi
  1. Avevamo immaginato un’altra Pasqua”.

Con queste parole si apre il “messaggio di speranza” che l’Arcivescovo Mario invia alla Diocesi per questo tempo pasquale, vissuto in maniera del tutto singolare.  Questo nuovo testo si affianca alla sezione della Proposta pastorale per il 2019-2020 (La situazione è occasione): “Siate sempre lieti nel Signore” (Fil 4,4), lettera per il tempo di Pasqua”, fornendo alcuni spunti per rileggere in modo più puntuale e diretto il periodo affaticato che stiamo vivendo.

«La morte è diventata vicina, interessa le persone che mi sono care» cosa che – nota l’Arcivescovo – normalmente non è per noi usuale, all’interno delle quotidiane preoccupazioni. Il pensiero va a coloro che vengono ricoverati, alle loro famiglie e a quelli che passano dalla vita terrena alla vita eterna a causa di questa pandemia. «La morte è così vicina e non ci pensavamo» e tutto questo «suscita domande che sono più ferite che questioni da discutere»

Questo testo sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito della Parrocchia e in forma cartacea in fondo alle chiese.