Santa Messa Memoria del Beato Card. Schuster Commemorazione dei Vescovi Milanesi dei nostri tempi

Omelia di S.Ecc. mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

 

Gente benedetta da Dio, quanto sei stata amata!

O gente di questa terra, quanto siete stati amati!

I vescovi di Milano che hanno esercitato il ministero in questa diocesi nel secolo passato e in questo secolo sono così diversi tra di loro, hanno vissuto in tempi così diversi, hanno vissuto e dato volto a tempi di chiesa così diversi, che ci si può domandare: come si può celebrarli insieme, ricordarli in un’unica celebrazione?

Eppure, si può ben dire, questi vescovi, da Ferrari a Tettamanzi, si possono celebrare insieme perché hanno in comune l’essenziale, hanno da dire alla gente di questa terra ambrosiana una parola concorde, hanno vissuto il loro ministero con un sentimento comune, possono questa sera dire con una voce unanime: “Milano, quanto sei stata amata! Chiesa ambrosiana, quanto sei stata amata! Gente di questa terra, quanto sei stata amata!”.

Ecco, io credo che i vescovi che sono stati chiamati alla cattedra dei santi Ambrogio e Carlo in questi ultimi cento anni hanno buone ragioni per fare proprie le parole di Paolo ai Tessalonicesi: Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così affezionati a voi avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari (1 Ts 2,7-8).

Ogni vescovo ha avuto la sua personalità, i suoi pregi straordinari, anche i suoi limiti, ogni vescovo ha operato le sue scelte, talora profetiche, talora timide, sempre discutibili, ma quello che ha sempre ispirato tutte le scelte è stata questa intenzione, questo affetto: avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari!

 

Non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.

Non si sa bene che cosa capiti quando un vescovo arriva nella diocesi di Milano, che provenga da altrove o che sia cresciuto in questa terra, ma quello che è evidente è che cresce in lui un affetto, una decisione di dedicazione, un senso di responsabilità, una visione della Chiesa e della società che convince alla dedicazione senza risparmio, che rende possibile una lungimiranza sorprendente, che induce a non far più conto di sé, di quello che è congeniale, di quello che sta a cuore, della prudenza nel curare la propria salute. Ecco i vescovi diventano liberi, disinteressati, generosi fino al limite delle loro forze per dire alla gente che abita in questa terra: quanto ti voglio bene, quanto ti stimo, come sento viva la mia responsabilità, tanto che non mi basta di trasmetterti il vangelo di Dio, ma ti sacrifico la mia stessa vita, i miei interessi, la mia salute, la mia realizzazione personale.

Gente di questa terra, quanto sei stata amata.

 

Gente amata perché …

Amata perché sei gente che merita stima, gente seria, gente generosa, gente pronta al sacrificio, gente operosa, gente capace di dire le parole giuste e di fare silenzio, gente che diffida della retorica e ama le opere ben fatte: i vescovi ti hanno amato, gente di questa terra, perché ti hanno stimata.

Gente amata, con la sollecitudine e la trepidazione di chi si prende cura del tuo bene e avverte costantemente il pericolo che tu perda l’anima, che la tua operosità diventi frenesia, che la tua efficienza diventi utilitarismo, che la tua concretezza diventi materialismo, che la tua apertura diventi confusione. Quanto sei stata amata, gente di questa terra, gente di tutte le razze, gente di tutte le fedi, gente di tutte le idee! I tuoi vescovi ti hanno amata e non hanno risparmiato fatiche, insistenze, pazienza e fermezza per incoraggiare nei momenti tragici della guerra, del terrorismo, della crisi economica; i tuoi vescovi ti hanno amata e non hanno risparmiato parole e gesti simbolici, eventi e celebrazioni per sostenere la tua speranza, anche nei momenti di scoraggiamento e di difficoltà.

L’amore dei vescovi per te, chiesa di Milano, per voi, gente di questa terra si è espresso nel raggiungere ogni quartiere, nel rivolgere una parola di fraterna vicinanza a tutti, a tutti! nella sollecitudine per rendere presente l’abbraccio della Chiesa, la disponibilità delle sue strutture, l’attenzione ai bisogni in ogni centro e in ogni periferia.

 

Amata in nome di Dio.

Quanto sei stata amata, gente di questa terra! Ma l’amore, la stima, la fiducia dei vescovi nella gente di questa terra non sono stati vaghi sentimenti, espressioni retoriche. I vescovi ti hanno amato e hanno dato se stessi per la tua fede, per la tua speranza. Ti hanno amato in nome di Dio. I vescovi di Milano non sono stati politici, né affaristi, né personaggi preoccupati di un consenso. Hanno amato la gente di questa terra in nome di Dio. Hanno ricordato e predicato e annunciato che non si può vivere e non si può sperare senza credere e affidarsi e decidersi nel nome di Dio. Perciò hanno ripetuto e rinnovato la parola del Vangelo: rimanete nel mio amore!”.

 

Terra amata, gente amata, che farai?

Gente di questa terra, quanto sei stata amata! E come risponderai a questo amore che non ti chiede niente, a questa stima che non ti chiede dimostrazioni? Ecco, noi cristiani di questo tempo sentiamo la responsabilità di corrispondere a questa stima, a questo amore con generosità di opere e lungimiranza di pensieri! Noi sentiamo la responsabilità di rinnovare per questa terra l’annuncio del Regno che viene, la rivelazione dell’amore di Dio Padre per tutti i suoi figli, la testimonianza che c’è un solo nome sotto il cielo in cui possiamo essere salvati.

Terra tanto amata, non dimenticarti di Dio! Gente tanto amata non perdere la speranza! Gente tanto amata, impara da chi ti ha amato a guardare oltre gli affari e le scadenze, per avere stima di te stessa e conservare la persuasione che non siamo condannati a morte, ma chiamati alla vita, nella comunione dei santi!