L’ANGOLO DELLA CARITA’

Nell’immaginario collettivo, anche dei non credenti, la parola caritas richiama il “fare” la carità, cioè dare risposte concrete ai bisogni dei poveri attraverso forniture di cibo, erogazioni di denaro, sostegno e accompagnamento nella ricerca di casa e lavoro. Il segno distintivo del “fare” dell’uomo è la mano, questo straordinario strumento che: cura, crea, lavora, accarezza, stringe, solleva, scrive, suona. Ma anche impugna armi, respinge, schiaffeggia, colpisce, minaccia, distrugge. Dalla meraviglia all’orrore. Ecco l’invito per tutti: che cosa faranno oggi, domani e nel futuro le nostre mani nel bene e nel male? Shakespeare quasi ci “costringe” a pensare quando afferma: “Se il fare fosse facile come il sapere ciò che è bene fare, le cappelle sarebbero basiliche e le casupole dei poveri sarebbero palazzi di principi”.