Mercoledì 13 Dicembre 2017
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Quarta Domenica di Avvento

scola2016avv5Venne ad abitare in mezzo a noi”

(Gv 1,14)

Dall’omelia dell’Arcivescovo per la quarta domenica di Avvento

1.           Il “filo rosso” del Precursore

«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me» (Lettura, Ml 3, 1a).Il tema del “pre-cursore” – colui che corre avanti ad annunciare – è il filo rosso che lega le tre letture odierne. Annunciato cinque secoli prima di Cristo dal profeta Malachia come colui che prepara la venuta del Signore a ristabilire la sospirata alleanza, il Precursore viene riconosciuto nella persona di Giovanni il Battista, il primo testimone del Dio fatto carne, perché come scrive l’evangelista Giovanni: «Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce» (Vangelo, Gv 1,8). Ed in effetti «Giovanni gli dà testimonianza e proclama:Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me”»(Gv 1,15).

Nelle numerosissime raffigurazioni artistiche Giovanni Battista è spesso rappresentato con l’indice puntato ad indicare un altro: il testimone è sempre relativo ad un altro da sé. Ognuno di noi ha bisogno di questa reciproca testimonianza.

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Terza domenica di Avvento

avvento2017IIIMa che cosa avete imparato dalla storia, voi del ’51?

omelia dell’Arcivescovo nella terza domenica di Avvento

Siamo nati nel 1951. Dicono che fossero anni di stenti e di faticosa ricostruzione. Molti di noi non se ne sono accorti: da bambini tutto il mondo sembra incantato e tutto sembra normale se c’è la presenza rassicurante dei genitori e dei nonni. Siamo diventati grandi in quegli anni che si chiamano del “miracolo economico”. Non tutti siamo stati miracolati, però c’era una specie di indiscutibile fiducia nel futuro.

Che cosa abbiamo imparato dagli anni della nostra adolescenza? Alcuni forse ne hanno ricavato un motivo di scetticismo: lavori fino a stremarti, accumuli fino a esaltarti e poi in un momento tutto finisce in fumo. Ma noi i credenti siamo illuminati dalla parola del profeta: i cieli si dissolveranno come fumo, la terra si logorerà come un vestito, ma la salvezza del Signore durerà per sempre, la sua giustizia non verrà distrutta.

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Quinta Domenica di Avvento

avvento20172E se il gran Re stabilisse il suo trono sulla mansuetudine? (Is 16,5)

omelia dell’Arcivescovo nella quarta domenica di Avvento

1. E se provassimo?

E se provassimo a costruire la città e la convivenza intorno alla fragilità̀?

E se il proposito fosse di stabilire un trono sulla mansuetudine? E se si immaginasse che la rivelazione della signoria del Dio altissimo avesse la forma del Signore che ha bisogno del puledro per entrare nella sua città?

E se il fondamento del convenire dei molti per l’impresa comune non fosse la volontà di potenza, non fosse la presunzione che si vanta delle proprie forze e risorse, non fosse l’orgoglio che vuole sfidare il cielo, ma la compassione che si commuove per chi soffre e vuole offrire un conforto, un aiuto, un soccorso?

E se le risorse meravigliose scoperte dalla scienza in ogni angolo del creato e la potenza stupefacente della tecnologia non fossero orientate a moltiplicare i guadagni, ad accumulare tesori, a imporre un dominio, ma a essere l’occhio per il cieco, la stampella per lo zoppo, la voce per il muto?

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Seconda domenica di avvento

avvento20172

BENVENUTO FUTURO

omelia dell’Arcivescovo nella seconda domenica di Avvento con i protagonisti della scuola

1. Un titolo per indicare un cammino.

Sì, le parole del precursore Giovanni sono aspre ed esigenti, ma da quale intenzione sono dettate? A quale scopo mirano? Sì, le parole del profeta sono affascinanti e provocano il Salvatore di Israele perché non rimanga assopito, ma dove sta il loro fascino?

Sì, i protagonisti del mondo della scuola si affaticano ogni giorno in una impresa che li lascia spesso insoddisfatti e talora sembrano scoraggiati dalla complessità delle situazioni, ma che parola posso dire, facendomi voce della Chiesa, facendomi eco della parola di Dio scritta nel libro del profeta o gridata nel deserto da Giovanni il precursore?

Mi sembra che si possa enunciare un titolo e trarre ispirazione per un cammino.

Mi sembra che siamo tutti chiamati a levare il capo, alzarci in piedi e gridare: Benvenuto, futuro!

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Prima domenica di Avvento

scolaavv161Venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14)

Dall’omelia dell’Arcivescovo per la prima domenica di Avvento

CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN DUOMO

PRESIDEDUTA DaLL’ARCIVESCOVO

1. Il Figlio dell’uomo, Misericordiae vultus

«Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra» (Vangelo, Mt 24,30a). Alcuni dei Padri della Chiesa hanno identificato in questo segno il Crocifisso Glorioso, il volto della Misericordia del Padre. Con le sue braccia aperte egli attira gli uomini a sé e li raduna («manderà i suoi angeli… ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli», Vangelo, Mt 24,31).

Amandoci fino alla totale dedizione di sé sulla Croce, Gesù ha vinto definitivamente il peccato e la morte. Per questo misericordia (alla lettera “aprire il cuore agli infelici”) è la parola definitiva sulla nostra esistenza.

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