Mercoledì 13 Dicembre 2017
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Le giornate eucaristiche

calicebnO Dio, Padre buono, con viscere di misericordia

sempre ti chini su di noi piccoli e poveri,

viandanti sulle strade del mondo,

e ci doni, in Cristo tuo Figlio

nato dalla Vergine Maria,

la Parola che è lampada ai nostri passi

e il Pane che ci fortifica

lungo il cammino della vita.

Ti preghiamo:

fa’ che, nutriti al convito eucaristico,

trasformati e sospinti dall’Amore,

andiamo incontro a tutti

con cuore libero e sguardo fiducioso

perché coloro che Ti cercano

possano trovare una porta aperta,

una casa ospitale, una parola di speranza.

Fa’ che possiamo gustare

la gioia di vivere gli uni accanto agli altri

nel vincolo della carità e nella dolcezza della pace.

Desiderosi di essere da Te accolti

al banchetto del tuo Regno di eterno splendore,

donaci la gioia di avanzare nel cammino della fede,

uniti in Cristo, nostro amato Salvatore.

Amen.

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La santità: ideale desiderabile al cuore dell’uomo del nostro tempo

santiedefuntiPaolo Martinelli, Vescovo e Vicario Episcopale

Il mese di novembre, sentito perlopiù come un tempo malinconico, inizia in realtà nel modo migliore, con la celebrazione della solennità di tutti i santi. San Bernardo di Chiaravalle dice: “Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri”. I desideri e la santità? Possono stare insieme? Certo! La vita dei santi è una esistenza riuscita, compiuta, spesso passata attraverso prove. Se compresa bene, la santità è un ideale profondamente desiderabile al cuore dell’uomo e della donna anche del nostro tempo. Pensiamo solo a due santi canonizzati un anno fa: Madre Teresa di Calcutta, che ha saputo incarnare la misericordia di Dio attraverso una compassione profonda per tutte le persone emarginate; Ludovico Pavoni, che ha unito attenzione sociale, educativa e professionale. Quante figure stupende ha la nostra Chiesa! Gianna Beretta Molla, Enrichetta Alfieri, Luigi Monti, Carlo Gnocchi, Luigi Monza, Luigi Talamoni e tanti altri. La solennità di tutti i santi ce li fa ricordare “insieme”, cioè come “comunione dei santi”. Infatti, una vita santa è sempre una “vita in relazione”. L’amicizia tra i santi è uno spettacolo di umanità. Questo ci ricorda che anche noi siamo fatti non per la solitudine ma per vivere in comunione gli uni con gli altri. Da questa solennità discende una luce potente anche sulla commemorazione di tutti i defunti (2 novembre). Pensiamo ai nostri cari “passati all’altra riva”, preghiamo per loro, andiamo a far loro visita al cimitero, sostenuti dalla grande speranza che ha animato la vita dei santi: Gesù, crocifisso e risorto, ha vinto il male e la morte. Il filosofo Gabriel Marcel affermava: “dire ad una persona: ti amo, è come dire: tu non morirai”. Perché l’amore vince la morte. La speranza cristiana ha l’audacia di credere nella “risurrezione della carne”. E’ l’annuncio che tutto quanto abbiamo vissuto in questa vita non andrà perduto, sarà trasfigurato in Dio; ritroveremo i volti che abbiamo amato. I santi sono stati mossi da questa speranza; per questo hanno vissuto “alla grande” e ci invitano a fare lo stesso.

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Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

papapregaSospinti dallo Spirito per la missione” . Messaggio di Papa Francesco

 

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della 54a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, vorrei soffermarmi sulla dimensione missionaria della chiamata cristiana. Chi si è lasciato attrarre dalla voce di Dio e si è messo alla sequela di Gesù scopre ben presto, dentro di sé, l’insopprimibile desiderio di portare la Buona Notizia ai fratelli, attraverso l’evangelizzazione e il servizio nella carità. Tutti i cristiani sono costituiti missionari del Vangelo! Il discepolo, infatti, non riceve il dono dell’amore di Dio per una consolazione privata; non è chiamato a portare sé stesso né a curare gli interessi di un’azienda; egli è semplicemente toccato e trasformato dalla gioia di sentirsi amato da Dio e non può trattenere questa esperienza solo per sé: «La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria».

L’impegno missionario, perciò, non è qualcosa che si va ad aggiungere alla vita cristiana, come fosse un ornamento, ma, al contrario, è situato nel cuore della fede stessa: la relazione con il Signore implica l’essere mandati nel mondo come profeti della sua parola e testimoni del suo amore.

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Il Corpus Domini nel cuore della città, un cammino di evangelizzazione

corpusdominiUn cammino nel cuore della metropoli. È quello che compiranno i fedeli nella Processione del Corpus Domini, giovedì 15 giugno nella celebrazione diocesana, muovendo dalla Basilica di San Lorenzo Maggiore, dove il cardinale Scola presiederà la Messa, per arrivare in Duomo. Seguendo il Santissimo Sacramento, portato tra le mani dallo stesso Arcivescovo in un prezioso ostensorio ambrosiano, si percorrerà un asse particolarmente importante per la città.

«L’itinerario della Processione eucaristica assume un notevole rilievo perché le vie attraversate sono le strade dello shopping e della movida, luoghi nei quali si riversa tantissima gente di giorno e di sera, in cui si lavora e si abita. È un attraversare la città nel segno della sua più forte dinamicità».

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Solennità di tutti i santi

francesco1S. Messa di Tutti i Santi 2015 - Omelia di papa Francesco

Nel Vangelo abbiamo ascoltato Gesù che ammaestra i suoi discepoli e la folla radunata sulla collina presso il lago di Galilea (cfr Mt 5,1-12). La parola del Signore risorto e vivo indica anche a noi, oggi, la strada per raggiungere la vera beatitudine, la strada che conduce al Cielo. È un cammino difficile da comprendere perché va controcorrente, ma il Signore ci dice che chi va per questa strada è felice, prima o poi diventa felice.

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli». Possiamo domandarci come può essere felice una persona povera di cuore, il cui unico tesoro è il Regno dei cieli. Ma la ragione è proprio questa: che avendo il cuore spogliato e libero da tante cose mondane, questa persona è “attesa” nel Regno dei Cieli.

«Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati». Come possono essere felici quelli che piangono? Eppure, chi nella vita non ha mai provato la tristezza, l’angustia, il dolore, non conoscerà mai la forza della consolazione. Felici invece possono essere quanti hanno la capacità di commuoversi, la capacità di sentire nel cuore il dolore che c’è nella loro vita e nella vita degli altri. Questi saranno felici! Perché la tenera mano di Dio Padre li consolerà e li accarezzerà.

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