Mercoledì 13 Dicembre 2017
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La Cresima: dono dello Spirito o “bomboniera”?

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L’”ultimo atto” di ogni festa di matrimonio “che Dio comandi” è la consegna, da parte degli sposi, della bomboniera. Educatamente l’invitato ringrazia, saluta e torna a casa. Ma è qui che sorge il problema: cosa me ne faccio della bomboniera? E’ quasi sempre un oggetto che, se pur di pregevole fattura e di un qualche valore, mal si adatta ai nostri gusti; è qualcosa che non avremmo mai acquistato ma che ora è nostro… Ciò che lo separa dal contenitore della raccolta indifferenziata è il fatto che ci ricorda una lieta ricorrenza, come un matrimonio, appunto.
E allora finisce nella vetrinetta o sulla mensola delle cose preziose… ma inutili, quasi monumento di se stesso. Oggetto custodito, spolverato quando serve… ma cosa c’entra con la nostra vita? Semmai “istantanea” di un giorno significativo e ormai trascorso: un ricordo, appunto!
Esiste il rischio concreto che il sacramento della Cresima di questi ragazzi (il nostro) finisca (sia finito), appunto come una bomboniera, nella vetrinetta dei ricordi: il tempo spensierato (ma purtroppo passato ) della fanciullezza, dell’ingenuità, della fede...
Se lo vogliamo, però, c’è anche un’altra possibilità: che la Cresima sia dono dello Spirito, presenza di un amico fidato che ogni giorno, nella nostra vita quotidiana, ci “racconta” lo “stile di Gesù”.
Gli amici non si custodiscono nella vetrinetta, non vengono spolverati ma vengono scelti perché camminino accanto a noi.

Questo Amico, sempre se non lo “sterilizziamo” nei bei ricordi, è al nostro fianco perché la nostra vita sia piena e felice.

Quest’oggi decidiamo di accogliere un amico o di “archiviare” una bomboniera?

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La Confermazione nel Catechismo della Chiesa Cattolica

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IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

1285Con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei « sacramenti dell'iniziazione cristiana », la cui unità deve essere salvaguardata. Bisogna dunque spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale.88 Infatti, « con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo ».89

I. La Confermazione nell'Economia della salvezza

1286Nell'Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso90 in vista della sua missione salvifica.91 La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio.92 Concepito per opera dello Spirito Santo, tutta la sua vita e la sua missione si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà « senza misura » (Gv 3,34).

1287 Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico.93 Più volte Cristo ha promesso l'effusione dello Spirito,94 promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua95 e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste.96 Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare « le grandi opere di Dio » (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici.97 Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito Santo.98

1288 « Fin da quel tempo gli Apostoli, in adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare la grazia del Battesimo.99 Questo spiega perché nella lettera agli Ebrei viene ricordata, tra i primi elementi della formazione cristiana, la dottrina dei battesimi e anche dell'imposizione delle mani. 100 È appunto questa imposizione delle mani che giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima origine del sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa la grazia della pentecoste ». 101

1289 Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma). Tale unzione spiega il nome di « cristiano » che significa « unto » e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che « Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo » (At 10,38). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri giorni sia in Oriente sia in Occidente. Perciò in Oriente questo sacramento viene chiamato Crismazione, unzione con il crisma, o µbD@<;, che significa « crisma ». In Occidente il termine Confermazione suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il Battesimo e rafforza la grazia battesimale.

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