Venerdì 20 Aprile 2018
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Don Nicola Sacerdote da 25 anni

Don Nicola: prete da venticinque anni

Ringraziamo il Signore per lui e per il dono del Sacerdozio

Il 12 giugno del 1993 don Nicola è diventato prete!

Avremo diverse occasioni per pregare e festeggiare con lui e vogliamo cominciare proprio con le celebrazioni del Giovedì Santo che è la giornata sacerdotale per eccellenza. Durante l’ultima Cena, infatti, Gesù istituisce il Sacramento dell’Eucaristia e il Sacramento dell’Ordine.

Durante la Messa nella Cena del Signore (ore 18.00 a Passirana e ore 21.00 a Terrazzano), don Nicola farà la Rinnovazione delle Promesse Sacerdotali.

Inoltre, al termine delle funzioni di Terrazzano, ci sarà un tempo di adorazione davanti all’Eucaristia con alcuni testi tratti dall’Ufficio di Letture ambrosiano e altri testi di meditazione sul dono del Sacerdozio.

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Don Angelo cambia casa

donangeloDa giovedì 5 ottobre don Angelo Grondona non abita più nella casa parrocchiale di Passirana

Le sue condizioni di salute e l’età non più giovanissima hanno reso non più opportuno che continuasse a vivere da solo, come stava accadendo in questi ultimi nove anni. I responsabili del clero anziano, in accordo con don Angelo e i suoi parenti, hanno individuato la struttura per anziani “sen. Perini” di Rho come la prossima residenza di don Angelo. Questa soluzione garantisce a don Angelo la giusta assistenza e, nello stesso tempo, non lo allontana da Rho e da Passirana. Condivide la giornata con altri preti lì residenti continuando a svolgere il suo ministero sacerdotale.

Don Angelo cambia casa ma non destinazione. Continuerà a frequentare la parrocchia di Passirana e a celebrare la Messa in alcuni giorni della settimana. Cambia il suo indirizzo ma non il rapporto che ci lega a lui. Per chi volesse andare a trovarlo (ne sarebbe felice) la sua camera è al piano rialzato (A1)

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Il parroco ci scrive

donnicola

«Otto giorni dopo [la Pasqua] i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”».

  (Gv 19, 26)

Gesù risorto non cessa di stare in mezzo alla storia e alla vita dei suoi discepoli: sta in mezzo alle loro, e alle nostre, solitudini, paure, sofferenze, domande. Lui è colui che rimanendo lì infonde una profonda pace interiore. Le nostre inquietudini sono tante, i nostri dubbi ci attanagliano: non dobbiamo avere paura, non dobbiamo scappare, né chiuderci in noi stessi. Il Signore risorto ascolta, comprende e accompagna verso la certezza e la forza.

Se questo è vero allora Tommaso ha ben ragione nel pretendere di vedere Gesù risorto, di toccarlo e di stare con lui. Gesù non può rimanere colui che è morto in croce: egli è il risorto, il vivente; egli non può restare un ricordo di parole dette un tempo e di segni compiuti prima: egli continua a stare in mezzo a noi, continua a lasciarsi incontrare ed afferrare. Noi crediamo in un Gesù che ha vinto la sofferenza e la morte. Crediamo che la sua risurrezione sia reale e, quindi, come Tommaso, anche noi possiamo incontrarlo per stare con lui.

 

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