IN CAMMINO

Carissimi,

con questa domenica – solennità di Nostro Signore Re dell’Universo – si conclude l’anno liturgico. Abbiamo celebrato, di domenica in domenica, di festa in festa, i misteri di Cristo e della nostra salvezza e la loro grazia ha raggiunto, irrorato, fatto fiorire la nostra vita di figli di Dio, amati e salvati, e la nostra esistenza di comunità cristiana che cammina nel tempo e per le strade degli uomini, fondata ed “edificata su Cristo Gesù, come pietra angolare. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore; in lui voi venite edificati insieme per divenire abitazione di Dio per mezzo dello Spirito” (Ef. 2,20-22).
Sono certo che ciascuno di noi e tutta intera la nostra comunità abbiamo vissuto e sperimentato , nelle varie “feste” di questo anno liturgico, l’irrompere ed il manifestarsi delle “grandi opere” di Dio nella nostra storia personale e comunitaria: così ogni avvenimento è diventato grazia, storia e presenza dell’amore di Dio che ha il volto di Cristo Gesù per opera dello Spirito Santo. Il percorso dell’anno liturgico plasma e dona profondità alla vita cristiana personale e comunitaria perché ci conduce a “comportarci in maniera degna della chiamata che abbiamo ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandoci a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’umiltà dello spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef. 4,1-3).
Comprendiamo allora quanto sia di vitale e necessaria importanza celebrare i misteri di Cristo nello svolgersi temporale dell’anno liturgico con le sue “feste”: il nostro cammino di fede diventa sempre più conoscenza e comunione reale, autentica, feconda con il Signore Gesù; diventiamo discepoli del Signore sempre più convinti, capaci di vivere il suo Vangelo, “trascrivendo” nella nostra vita di ogni giorno i misteri della vita del Signore. Sono alcune brevi riflessioni che possono aiutarci a vivere con rinnovato slancio e gioiosa partecipazione la grazia che la liturgia ogni domenica, ad ogni festa ci comunica rendendoci realmente partecipi della vita divina che nei sacramenti e nelle celebrazioni ci viene donata. La prossima domenica inizia il nuovo anno liturgico: non è, allora, il ritorno di un cammino che già conosciamo, ma la magnanimità di un dono di grazia in cui il Signore Gesù – con la sua Pasqua – ci raggiunge e cammina con noi, accompagnandoci sulla soglia della “Celeste Gerusalemme”.

Da anni nella solennità di Cristo Re dell’universo in tutta la Chiesa ambrosiana si celebra la Giornata Diocesana Caritas: è un richiamo per tutti, anzitutto, a quella carità, a quella fraternità che devono innervare i nostri rapporti personali e comunitari: dobbiamo volerci bene tra noi; dobbiamo stimarci tra noi, dobbiamo scambiarci, in verità ed umiltà, i doni di cui ciascuno è dotato senza nulla pretendere, consapevoli che “siamo servi inutili e che il primo deve essere l’ultimo di tutti”.
Dobbiamo mettere solo e sempre DIO al primo posto così da debellare tutte le pretese del nostro IO.
E’ un richiamo, la giornata di oggi, a saperci lasciare commuovere il cuore dalla pietà e dalla misericordia verso i poveri, imponendoci uno stile di vita sobrio, misurato, capace di qualche rinuncia.
Allora esploderà anche nella nostra comunità la gioia del Vangelo e così, in mezzo a noi, si renderà “palpabile” la presenza del Signore Gesù.

Il Signore vi benedica         

don Diego