Grazie don Nicola! Il saluto del nostro vicario episcopale

Intravedere la gioia della Risurrezione di Gesù

 Che dire di don Nicola Ippolito?

Lo conobbi nel lontano 1987 quando lui entrò in seminario a Saronno (neanche troppo distante da casa!). Io ero un anno avanti di lui pur essendo più giovane. Il ricordo che ho di quei primi mesi di seminario è nitido e chiaro: ci fu subito feeling! Io non ero molto timido e neanche lui … pur di classi diverse ci siamo trovati su una sensibilità comune e uno sguardo sulla realtà simile.

Inoltre, siccome ritengo che “chi non ride mai non è serio” ci siamo trovati subito su questo campo… Uno scrittore ha detto che “la fine del mondo ci sarà quando i conventi e i seminari non scoppieranno più di risate”. Questa frase che condivido pienamente ha un significato importante: lungi dall’essere l’elogio della superficialità e di un clima sfrenato da buontemponi e perditempo.

Chi si prepara al sacerdozio impara a conoscere le realtà drammatiche della vita e sa che compito del prete, nella maggior parte del suo tempo, sarà quello di consolare persone afflitte. Eppure, forse anche per questo, il prete è colui che sa far intravvedere la gioia della Risurrezione di Gesù dentro ogni problema.

Ecco perché è importante gioire nel proprio intimo e soprattutto rasserenare se stessi e gli altri con un buon senso dell’umorismo.

Insomma, se la fine del mondo verrà quando non ci saranno più risate in seminario… diciamo pure che io e don Nicola abbiamo allontanato la fine del mondo di qualche secolo!

Del resto proprio il Santo Padre papa Francesco ha fatto della gioia un cardine fondamentale del cristianesimo. Infatti il peccato è proprio triste e la tristezza è proprio figlia del demonio. Quando sei triste vuoi isolarti, fare ameno degli altri e pian piano anche fare a meno di Dio.

Beh io ringrazio don Nicola perché con lui e con altri splendidi compagni di avventura in seminario, non è stato così.

C’è poi un aneddoto che forse non tutti sanno. Don Nicola ha fatto il becchino! O meglio… mi spiego.

Negli anni del quadriennio teologico a Venegono capitava che qualche anziano fratello oblato o qualche suora che prestavano servizio in seminario, partissero per il paradiso. A me sembrava brutto che, durante il corteo del funerale nel quadriportico del seminario i poveri fratelli o suore fossero spinti su un carrello e feci la proposta che fossero alcuni baldi e alti seminaristi a portare il feretro. Visto che al sottoscritto la mole non mancava chiesi a qualche prestante seminarista di aiutarmi in questa pia opera di pietà e… don Nicola fu subito precettato. Ora non racconto gli aneddoti più interessanti perché rischierei di essere irriverente. Ma certamente il nostro don Nicola fece anche questo servizio. Per cui se qualcuno di voi volesse essere accompagnato nel viaggio estremo si prenoti pure presso di lui!

A parte tutto questo … caro don Nicola ti auguro ogni bene nel tratto di cammino che percorrerai a Samarate, il resto ce lo siamo già detti. Ti affido nella preghiera le comunità che lasci perché siano sempre più comunità nel tessuto della nostra città di Rho. La priorità è la comunione per l’annuncio del Vangelo, poi se è a Terrazzano o a Passirana che importa? L’importante che ci sia il Vangelo a creare comunione.

Buon cammino fratello Nicola!

                                                     Il tuo ormai ex Vicario Episcopale, don Luca Raimondi