FIGLI DELL’UNICO PADRE

Carissimi,
vorrei con voi continuare la nostra riflessione sul sacramento del Battesimo.

  1. La celebrazione del Battesimo inizia con un dialogo.

Ai genitori si chiede che cosa domandano per il figlio che vogliono battezzare, agli adulti che cosa si aspettano per sè dal Battesimo.

La risposta: “la vita eterna” è eco della più profonda attesa del cuore umano. Il nostro cuore ha sete della vita che vince la morte, della gioia più forte di ogni dolore, della bellezza che non tramonta mai.

Dio ci fa questo dono inserendoci nella famiglia di Dio che è la sua Chiesa: una famiglia di amici in comunione con Cristo, che è vita e dà amore eterno oltre la morte.

  1. Il dono della vita, offerto nel Battesimo, richiede di essere accolto: “un dono di amicizia implica un “si” all’amico e un “no” a quanto non è compatibile con questa amicizia” (Benedetto XVI, omelia nella festa del Battesimo del Signore, 8 gennaio 2006).

Perciò nella celebrazione del Battesimo siamo chiamati a dire “no” al peccato e alle seduzioni di Satana, cioè ad una vita fondata sull’apparenza, sull’egoismo e sulla menzogna, che ci porta a separarci da Dio e dagli altri per affermare noi stessi, vivendo l’illusione di poter essere felici senza amare.

Al tempo stesso siamo chiamati a dire “si” al Dio che è Amore, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Il “si” è espresso dalla parola “credo” con cui ci consegniamo totalmente a Dio, diamo a Lui totalmente la nostra vita.

  1. A questa professione di fede il Dio vivente risponde facendoci entrare nell’alleanza d’amore con Lui: un’alleanza così fedele che la nostra appartenenza a Lui e alla Chiesa non potrà mai essere perduta, quali che siano le nostre infedeltà o i nostri rifiuti.

Grazie al dono del Battesimo abbiamo la certezza di appartenere per sempre a Dio, di essere figli suoi che sperimentano la dolcezza di stare nelle mani di Colui che non ci tradirà mai.

Il legame con il Signore, questo per sempre del suo amore per noi, figli suoi, impresso nel Battesimo, viene chiamato “carattere“: a dire che nulla e nessuno potrà spezzare o cancellare questo suo amore che ci unisce per sempre alla sua famiglia, la Chiesa. Perciò esiste fra tutti i battezzati – quale che sia la loro appartenenza confessionale (cattolici, ortodossi, evangelici, anglicani…) – una comunione più forte delle loro diversità, che – pur realizzandosi in gradi diversi – è il fondamento dell’impegno ecumenico, teso a superare le divisioni storiche che si sono susseguite nella Chiesa.

Comprendiamo così quanto sia necessaria la preghiera – non relegata alla sola settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che abbiamo appena vissuto – per questa causa e quanto sia necessario il dialogo tra le varie confessioni cristiane. Ogni battezzato, comunque viva la propria fedeltà al dono del Battesimo, è amato come figlio dalla Chiesa. Anzi, è dovere della Chiesa annunciare a tutti la Buona Novella della misericordia di Dio senza mai stancarsi, sempre pronta ad aiutare ciascuno a realizzare il cammino di vita cui è stato chiamato.

“Diventa ciò che sei!”: questo invito dovrà risuonare incessantemente per chiunque abbia ricevuto il dono del Battesimo, quale che sia la fedeltà con cui lo ha vissuto e lo vive.

Lo stesso Battesimo ci faccia più audaci nella preghiera e nell’impegno di testimonianza della nostra fede.

Il Signore vi benedica                                                                      

don Diego