COSE DA PAZZI!?!?

In parole povere possiamo dire di aver ricevuto qualcosa in meno sia dei preti -che hanno il Sacramento dell’Ordine- che degli sposi -uniti dal Sacramento del Matrimonio- perché noi, persone consacrate, siamo segnate semplicemente nel Sacramento del Battesimo.

Infatti, la Parola con cui il Signore ci ha chiamato ad appartenere a Lui in modo speciale e il che liberamente gli abbiamo risposto, ci porta a vivere in pienezza e senz’altro la vocazione battesimale, secondo tre consigli che Gesù stesso ha raccomandato: sono i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza nei quali ci siamo impegnate per sempre facendo voto, non solo a parole ma con tutta la nostra vita.

Fare voto per sempre di castità, povertà e obbedienza significa cercare ogni giorno di corrispondere all’amore infinito di Dio, lasciandosi custodire da Lui nel dono della libertà, il più prezioso tra tutti quelli che Lui ha fatto e che continuamente rinnova ad ogni uomo e ad ogni donna!

Professare la castità nella nostra vita di consacrazione a Dio significa cercare di custodire il nostro cuore libero da legami personali tenuti esclusivamente per noi stesse e da legami di dipendenza e di dominio verso gli altri.

Vivere la povertà significa custodire il nostro cuore libero da quei legami che ci rendono schiave delle cose desiderate, ottenute con o senza fatica, possedute, trattenute per noi stesse e non condivise.

Vivere l’obbedienza significa custodire il nostro cuore libero dal nostro egoismo e da quelle preoccupazioni personali che ci rendono tristi, ansiose o arrabbiate…

Davvero cose da pazzi e, comunque cose impossibili, se affidate solo alla nostra buona volontà e ai nostri sforzi!!!

Ma… nulla è impossibile a Dio e… grazie a Dio tutto è possibile per chi crede!

E noi crediamo davvero che Dio è fedele e rimane fedele per sempre, nonostante le nostre infedeltà.

È per questo che, giorno dopo giorno, continuiamo a godere della grazia e della gioia grandissima della vita di speciale consacrazione a cui il Signore ci ha chiamato!

In particolare, la consacrazione che noi viviamo nell’Istituto delle Ausiliarie Diocesane, trasforma la nostra vita in un dono che fa crescere l’amore dentro e attorno a noi attraverso l’esercizio della carità pastorale, in piena comunione con l’Arcivescovo

In un breve passaggio del nostro Statuto si legge:

“Chiamate a santità con il Battesimo, le Ausiliarie … vivono le esigenze di vita nuova e di conversione, proprie della testimonianza della resurrezione, dedicandosi alla edificazione di quel Popolo di Dio che vive della forza e della fraternità del Risorto” (Statuto delle Ausiliarie Diocesane, n° 30)

Senza Gesù Risorto –Luce per illuminare le genti- e senza la Chiesa -nuovo Israele, popolo di Dio– noi non avremmo ragione di esistere e di servire, dovunque siamo: nelle parrocchie, accanto ai giovani e alle famiglie, nella scuola, in alcuni servizi specifici di carità e di formazione, nei luoghi dove la gente soffre come l’ospedale, la casa di riposo, il carcere… e non saremmo neppure arrivate qui, per voto di obbedienza, tra Passirana e Terrazzano, in mezzo a voi che ormai fate parte della nostra vita e, davvero, come dice San Paolo ai Tessalonicesi, ci siete diventati cari!

Le vostre Ausiliarie