La riflessione di don Diego

A CIASCUNO DI NOI

Carissimi, trascorse le festività natalizie che ci hanno, ancora una volta, “incantato” il cuore e la vita con la grazia di un Dio che si fa Bambino, eccoci immersi nell’oggi della nostra vita di ogni giorno, con i nostri impegni, le nostre responsabilità, i propositi a cui il Natale di Gesù ci ha sollecitati per dare alla nostra vita cristiana la trasparenza e il fulgore di una  fede, di  una  speranza e di una carità che ci riempiono di Dio. La fede, la speranza, la carità – virtù teologali – costituiscono l’ossatura della nostra vita cristiana che è tale nella misura in cui è di Dio. Il primo compito che abbiamo è quindi quello di “sprigionare” attorno a noi ciò che è di Dio, il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia. Ed è l’augurio e la preghiera che invoco per le nostre comunità, per le nostre famiglie e per ciascuno di noi.

Anno nuovo: nuovi desideri, nuove paure.  Nell’antica Roma, gennaio era il mese sacro a Giano, il dio degli inizi, degli ingressi, delle aperture: la sua immagine veniva posta sopra le porte. Giano era bifronte, guardava indietro e guardava avanti, come a dire che non c’è progetto senza memoria. Auguro   a ciascuno di noi   questo sguardo che    sa        andare al passato con tutto quello che abbiamo fatto, scelto, costruito. Insieme auguro a ciascuno uno sguardo al futuro, auguro sogni nuovi, traguardi nuovi, per non rischiare di ripiegarsi sul passato. Auguro a       ciascuno          il gusto della ricerca, dell’oltrepassare il “si      è sempre fatto così”, dell’osare strade nuove, come insegnano i Magi, nella certezza che si può, si deve ricominciare. Nella certezza che il nostro Dio non ci “inchioda” ai nostri errori: non ci chiede da dove veniamo, ma dove vogliamo andare. Nel con- tempo auguro a ciascuno, alle nostre famiglie, alle nostre comunità, che possa avverarsi, con la pazienza del contadino che semina ed attende, quella frase dell’Arcivescovo Mario nel suo indirizzo pastorale: ripartiamo dall’essenziale! Abbiamo fatto nostra questa frase come impegno di questo anno di inizio del nostro cammino a tre. Lo faccio condividendo con voi una storia che custodisco tra le mie carte e che, ogni tanto, riprendo tra le mani.

Un parroco preparava con cura meticolosa le manifestazioni esterne della sua parrocchia. Soprattutto la solenne processione del Corpus Domini. Voleva che la festa fosse un vero avvenimento per il paese. Tre mesi prima della data, radunava un apposito comitato e organizzava i gruppi di lavoro. Il giorno della festa tutto il paese era mobilitato. Alle 10:30 in punto la processione cominciò a snodarsi. I chierichetti con i candelabri, i paggetti nei costumi colorati, le bambine con il vestito bianco che spargevano petali di rosa, i giovanotti della società sportiva con le tute gialle e blu, gli uomini e le donne delle confraternite con i labari colorati e i nastri azzurri, gialli, rossi, poi l’Azione Cattolica, i ragazzi dell’Oratorio, la gente, la teoria dei chierichetti e la banda musicale del paese. Una processione magnifica! Quando la banda intonò il pezzo più solenne, dal portale della chiesa uscì lentamente il baldacchino di broccato dorato con i pennacchi rossi e bianchi, sorretto da quattro baldi giovani. Sotto il baldacchino, incedeva il parroco, rivestito del piviale più prezioso, che reggeva il pesante ostensorio d’oro tempestato di pietre preziose. Improvvisamente il viceparroco, che accompagnava i chierichetti, si avvicinò allarmato al parroco e gli sussurrò: “Prevosto, nell’ostensorio non c’è l’Ostia!”. Il parroco ribatté seccato: “Non vedi a quante cose devo pensare?  Non posso occuparmi anche dei dettagli!”.

Gesù solo un dettaglio? Per tanti, troppi, è così.

Preghiamo e impegniamoci in questo anno perché Gesù sia sempre il centro della nostra vita, delle nostre famiglie e delle nostre comunità!

Infine auguro a ciascuno di sentire su se stesso lo sguardo di Dio: lo sguardo che Dio posa sull’uomo ha la dolcezza di un bacio, scriveva il santo Papa Giovanni Paolo II.

Il Signore vi benedica!

don Diego