95^ giornata dell’Università Cattolica

E’ come se il vento dello Spirito Santo diventasse impetuoso: invece della brezza che dà sollievo nei giorni della canicola, è il soffio potente che agita e scompiglia. Il vento dello Spirito è anche tempesta: invece che sussurrare e ispirare, scuote e persino spaventa. Il vento dello Spirito sembra percorrere la Chiesa italiana come un vento e un tuono per gridare un allarme.

Sembra che il grido dica: “Guarda i giovani italiani, Chiesa di Dio che sei in Italia! guarda le potenzialità meravigliose che promettono futuro! Guarda la loro passione per il fascino della tecnologia e della competenza! Guarda le loro paure e incertezze e l’invocazione perché qualcuno li ascolti, li incoraggi, li accompagni! Guarda i giovani e prenditi cura del tuo futuro, Chiesa di Dio che sei in Italia!”.

La Chiesa italiana in molti modi raccoglie l’ispirazione che viene dall’alto. L’Università Cattolica del Sacro Cuore ne esprime la sollecitudine per raccogliere le domande dei giovani, sconfiggerne le paure, assicurarne l’accompagnamento, incoraggiarne l’audacia.

L’Università Cattolica si propone di interpretare il bisogno di formazione, di ispirazione ideale, di qualificazione specialistica per attrezzare i giovani ad affrontare il futuro.

Il futuro  inteso, talora, come una minaccia piuttosto che una promessa; come un sentiero che si interrompe piuttosto che un percorso attratto da una meta affascinane. La proposta di studio, di formazione, di specializzazione, di condivisione che l’Università Cattolica offre si accompagna alla cura per una riflessione cristianamente ispirata, rivolgendo al domani non uno sguardo intimorito dall’incertezza, ma consapevole di una responsabilità. Come raccomandano il Sinodo dei Vescovi sui Giovani, la fede, il discernimento vocazionale e la Esortazione Apostolica di Papa Francesco Christus vivit, la vita è una vocazione, carica di una promessa.

Perché ad ogni esistenza sono stati donati talenti di cui si deve rendere conto. L’impegno richiesto per raggiungere la meta non è pertanto motivato da ambizione o volontarismo, non è forzato alle spalle da aspettative altrui, ma è anzitutto persuaso dal fascino di poter mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo con competenza e rigore morale, entrando con fierezza e umiltà nella vita adulta.

Il mio messaggio vorrebbe essere l’eco di quel vento dello Spirito che invita i fedeli a considerare l’Università Cattolica del Sacro Cuore come uno strumento prezioso per offrire ai giovani un percorso promettente verso il compimento della loro vocazione. Talora le comunità cristiane avvertono come una distanza e un imbarazzo nel raggiungere i giovani perché arrivi a loro il messaggio evangelico. Per questo mi sembra opportuno proporre una particolare attenzione al servizio svolto dall’Università Cattolica: lì i giovani ci sono e lì hanno la possibilità di confrontarsi con un impegno serio e lungimirante.

Auspico pertanto che intorno agli universitari ci siano sempre adulti capaci di guardare loro con simpatia, apprezzandone i talenti, condividendone e orientandone le passioni e sostenendone con incoraggiante prossimità l’impegno.

Chiesa di Dio che sei in Italia non stancarti di guardare ai giovani! Guarda al futuro! Guarda con simpatia al servizio che l’Università Cattolica continua a svolgere nei confronti di tanti giovani che, mentre cercano un posto nel mondo, sognano di poterlo rendere migliore.